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La sicurezza attiva (ADAS) è la chiave dei veicoli a guida autonoma del futuro

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Negli ultimi anni l’attenzione di chi sviluppa la sicurezza degli autoveicoli si è spostata dai sistemi di sicurezza passiva (airbag, cinture, resistenza agli urti ecc…) a quelli di sicurezza attiva pensati per prevenire gli incidenti. La frenata di emergenza autonoma, i sistemi di controllo assistito della velocità, il mantenimento della corsia, i sistemi di rilevamento della segnaletica sono alcuni esempi dei passi avanti che si sono fatti verso la guida autonoma del futuro.

Oggi circa il 4% delle automobili in Italia hanno già installato sistemi di sicurezza intelligenti, ma si conta che lo sviluppo continuo delle nuove tecnologie a la riduzione dei costi possano portare la diffusione degli Advanced Driver Assistence System (sistemi ADAS) in almeno il 40% dei veicoli compatti entro il 2018. La stessa politica è intervenuta in prima persona per migliorare la sicurezza stradale anche attraverso l’automazione e si stima che in venti anni si siano salvate 78.000 vite grazie allo sviluppo delle nuove tecnologie applicate alla sicurezza degli autoveicoli.  L’obiettivo è sempre quello di dimezzare gli incidenti stradali in Europa entro il 2020, passando dai 31.000 del 2010 a 15.000. Un’aspetto fondamentale per garantire sicurezza sia a chi guida sia ai pedoni riguarda la riduzione degli effetti di distrazione: in questo senso grazie ai sistemi ADAS si potrebbe avere una riduzione degli incidenti tra l’11,6% e il 45,2% entro il 2020.

L’evoluzione dell’automazione e dei protocolli di sicurezza

In questo momento si stanno già discutendo le linee guida dei protocolli di sicurezza per il quinquennio 2020-2025, rivolgendo uno sguardo sempre più verso l’automazione. La prima evoluzione presa in considerazione riguarderà la capacità dell’auto di riconoscere la tridimensionalità degli altri veicoli, favorendo la capacità di evitare pericoli e incidenti anche su traiettorie che non sono parallele (come gli incroci e i sorpassi). Nei prossimi anni le auto saranno in grado di effettuare manovre sempre più complesse in piena autonomia, pur richiedendo la presenza del driver in caso di necessità.

La Society of Automobile Engineers ha stilato 5 livelli di autonomia di un veicolo. Se oggi la maggior parte delle automobili in circolazione si assesta tra 0 e 2 (i sistemi si limitano a supportare il guidatore senza sostituirlo), si prevede che entro il 2020 potremmo vedere su strada veicoli con autonomia di livello 4 e in futuro ancora più prossimo mezzi di trasporto totalmente autonomi.

CSI, in qualità di laboratorio accreditato da Euro NCAP, ha un ruolo attivo nell’evoluzione di protocolli. Il Direttore della Automotive Business Unit di CSI, Fausto Mozzarelli, ha affermato:

CSI dialoga con i diversi attori coinvolti nello sviluppo della guida autonoma, per poter prendere in considerazione tutti gli elementi necessari a garantire la sicurezza. L’automazione infatti metti in gioco nuovi fattori da valutare, come ad esempio l’integrazione di diverse tecnologie di sensori, la connettività tra veicoli e infrastrutture e la cyber-security.

Benché i veicoli a guida autonoma rappresentino un’importante opportunità, rimane fondamentale considerare tutti gli scenari possibili per garantire la massima sicurezza delle prestazioni.

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