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L’economia circolare: ecco come si rivoluziona la gestione dei rifiuti

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La sostenibilità ambientale passa obbligatoriamente da una gestione dei rifiuti migliore. L’economia circolare si basa proprio sulla gestione ottimizzata del rifiuto, che diventa non più capolinea del ciclo vitale di un prodotto, ma semplice fase prima del riutilizzo. Un nuovo modo di concepire l’intera filiera, in cui il rifiuto, o parte di esso, viene rimesso nel ciclo di produzione. Si passa così dal concetto di “rifiuto” a quello di “risorsa”, da “prodotto usato” a “prodotto riciclato”.

 

La natura come esempio

Seguendo l’esempio dei cicli naturali, in cui di fatto non esistono rifiuti, ma tutto è soggetto ad un naturale riciclaggio, l’economia circolare si pone l’obbiettivo di replicare, al meglio delle possibilità che può offrire un modello industriale, proprio il modello naturale. Per fare ciò sono necessari radicali cambiamenti nell’ambito della produzione. In primo luogo è fondamentale l’applicazione di materiali biologici, in grado quindi di essere reintegrati nella biosfera. Per quanto riguarda invece i prodotti altamente tecnici, come elettrodomestici e apparecchiature dall’alto contenuto tecnologico, è fondamentale un cambiamento del ciclo produttivo, che preveda al termine del “ciclo vitale” la totale, o parziale, riutilizzo dei componenti tecnici e dei materiali.

 

L’economia circolare e l’industria 4.0

Questo cambio di rotta necessita un coinvolgimento più esteso e radicale non solo del sistema produttivo industriale, ma anche della gestione del rifiuto, una maggiore consapevolezza da parte della società e un impegno politico importante. E soprattutto l’economia circolare non può realizzarsi senza un radicale mutamento del settore industriale. L’industria 4.0, di cui tanto si sta parlando, permette proprio la realizzazione di un sistema produttivo incentrato sul basso impatto ambientale: lotti ridotti e una produzione tarata al dettaglio, che permettono pochissimi scarti di lavorazione e quindi, quantità di rifiuti ridotti al minimo. Industrie ottimizzate dal punto di vista della logistica, che riducono drasticamente i tempi di consegna, così come i costi e l’inquinamento che ne deriva. La stessa digitalizzazione è un elemento a favore dell’ambiente: una produzione tarata sulla domanda è una produzione flessibile, con pochi scarti e produttivamente più intelligente.

 

L’autodiagnostica

Proprio su sistemi produttivi intelligenti si basa la possibilità di evolvere il sistema produttivo. I così detti componenti intelligenti, ovvero i componenti che rendono un prodotto intellegibile, in grado quindi di comunicare la necessità di manutenzione, rendono un prodotto da semplice bene di consumo a bene fornito di auto diagnostica, in grado di richiedere una riparazione e quindi in grado di durare di più nel tempo.

 

Dalla produzione alla condivisione

L’economia circolare è un modello che non va ad intaccare solamente il modo di produrre un bene di consumo, ma incide sul concetto stesso di bene di consumo e del suo utilizzo. Si sta passando quindi dal concetto di “possedere un bene” a quello di “utilizzarlo”. Il car sharing e le altre forme di utilizzo condiviso implicano l’abbandono del concetto di acquisto per quello di servizio, con l’ottimizzazione dell’utilizzo di un bene, riducendo così la produzione di beni per allargarne la fruizione degli utilizzatori. Gli stessi processi produttivi dovranno adattarsi a questo nuovo modello di business, che sarà sempre più diffuso.

Perché certificare il ciclo di vita di un prodotto(LCA) con IMQ

L’analisi del ciclo di vita è uno studio molto complesso che richiede, peraltro, l’utilizzo di software e competenze specifiche. IMQ, grazie al suo team di esperti, può analizzare l’impatto ambientale di un prodotto e del processo di smaltimento, dall’estrazione delle materie prime alla degradabilità. L’impronta ambientale dei prodotti (PEF) e l’impronta ambientale delle organizzazioni (OEF) sono delle misure che, sulla base di vari criteri, indicano, rispettivamente, le prestazioni ambientali di un prodotto (o servizio) nel corso del rispettivo ciclo di vita e le prestazioni di organizzazioni che forniscono prodotti/servizi nella prospettiva del ciclo di vita. Le informazioni relative alla PEF e all’OEF sono fornite con l’obiettivo generale di ridurre gli impatti ambientali dei prodotti e servizi e gli impatti ambientali connessi alle attività delle organizzazioni tenendo conto della attività della catena di approvvigionamento (dall’estrazione di materie prime, alla produzione, all’uso e alla gestione finale dei rifiuti).

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